BABEL vol. 1
David B.

IGNATZ

L'internazionale delle nuove narrazioni

La collana Ignatz idealmente dedicata a George Herriman, creatore di Crazy Kat e grande antenato del fumetto poetico nasce per volontà dell'italiano Igort, autore e direttore artistico della Coconino Press nonché agitatore del panorama artisitico parigino.
La collana che raccoglie intorno al concetto delle nuove narrazioni un manipolo di autori tra i più attivi nel rinnovamento del linguaggio del fumetto considera come necessità vitale la possibilità di superare le frontiere pur mantenendo una specificità e pertinenza culturale locale.

Da David B a Lorenzo Mattotti , allo stesso Igort agli americani Kevin Huizenga, Sammy Harkham, Ron Rege jr, Matt Broersma, poi Anders Nilsen, Marti, dalla Spagna, Gabriella Giandelli, Gipi, Leila Marzocchi dall'Italia.

Nata dalla collaborazione e amicizia tra autori, questa collana sorge spontaneamente al di là di logiche prettamente industriali. Si crea infatti intorno a Igort e ai suoi amici l'idea di nuove narrazioni tese a esplorare le potenzialità del romanzo grafico attraverso una serie di ipotesi di lavoro.

Pubblicazioni a dispense; di grande formato. "Riviste d'autore più che semplici comic book". Omaggio alla tradizione delle avanguardie storiche artistiche del primo 900. Tra onirismo e dada, grande romanzo europeo e futurismo.

Per superare la tradizione di una narrazione oggettiva "ligne claire" dirà qualcuno.

La collana, concepita da redazioni mobili che si spostano tra parigi, la sardegna, la Spagna, l'America e il Giappone viene coordinata dalla redazione parigina di Coconino Press e Vertige Graphic, capitanata da Giusti Zuccato, e verrà pubblicata simultaneamente in sette paesi, Francia, Italia, Spagna, Germania, Olanda, Canada e Stati Uniti.

Ecco come lo stesso Igort racconta la nascita del movimento transnazionale delle nuove narrazioni.


Manifesto del nomadismo fumettista


Estate del 2003.

David B, disegna al tavolo di lavoro di fianco al mio, si ascolta musica tropicale. Tra discorsi e fiumi di the al cardamomo nasce spontaneamente una idea di narrazione fluida che possa rispecchiare l'idea poetica di rilettura del reale. Io penso a un grande racconto parallelo, tra Giappone, Europa e Sud America, una storia smisurata: la storia di tre persone che finiranno per incontrarsi in un solo fugace momento. 400 tavole? Perché no? Nasce 'Baobab'. Notti roventi , sardo-africane. Nei sogni mio zio Rodchenko mi incita :"non dimenticare l'uso del collage fotografico e rilancia la bicromia".
"La bicromia, l'omaggio alla stampa nella sua accezione primitiva che unisce avanguardia del fumetto ad avanguardie artistiche" proclamerò a David il il giorno seguente.
Lui, svegliatosi presto, mi ascolta mentre si imburra una tartina e traccia le linee per una rilettura degli anni sessanta, quelli della sua infanzia. 'Babel', da considerarsi come l'ideale logica prosecuzione del 'Grande male', racconta i grandi avvenimenti culturali e sociali dell'epoca in una scrittura continua che abbraccia onirismo, documentario, narrazione oggettiva e autobiografia. Siamo esaltati.

DRIIN. Al telefono Sammy Harkham, dalla California annuncia una storia dopo l'altra. Cambia le carte in tavola, come Groucho Marx quando gli chiedevi "di cosa parla il suo prossimo film?". E un delirio ebraico dadaista senza posa…poi finalmente (squillino le trombe) si confessa: lavorerà alla sua personale rilettura del mito del Golem, a cavallo tra James Whale e la Thorà. Imbevendo di una umanità dolente le vicende del famoso mostro di mota. Arte sequenziale, avventura , minimalismo, gioco di specchi.
La sua personale rivista si chiamerà 'Crickets'. Io trovo che è un nome che gli assomiglia, Sammy è un po' il grillo parlante della nuova geniale generazione americana. In breve infatti diviene "il nostro agente all'havana" e organizza l'unità americana per sconfinare in nuove narrazioni. Entrano entusiasticamente a fare parte di questa redazione allargata Kevin Huizenga, Ron Rege Jr. e Anders Nilsen.
Il fumetto ruggente degli anni venti/trenta, viene evocato. Lo zio Segar si presenta, ma non è Popeye che troviamo sulle pagine dei nuovi americani. "Vogliamo la nuova tenerezza, portiamola nel quotidiano". Nitriti di gioia made in USA.

Frattanto in Europa l'attività è febbrile: Bruxelles, inverno 2003. Incontro Blutch, che si dichiara disposto a aderire. Abbiamo amato la tua "vitesse moderne": vogliamo aprire porte e finestre al vento della libertà creativa, dichiaro, ma Blutch mi fulmina: è già altrove, "adesso disegno direttamente a penna, voglio fare altro". Ci intendiamo su un piano obliquo, a cavallo tra improvvisazione jazz e racconto dada. Cosa ci riserba il futuro?

Barcellona, primavera 2004: Marti, sobrio ed elegante è uomo di poche incisive parole.
'Calvario Hills', un titolo che è già un programma iconoclasta. Il padre di Tarantino e del fumetto moderno spagnolo è rivitalizzato dal frullato d'energia e di proposte. Prepara due nuovi romanzi grafici dalla Spagna profonda, tra cui il terzo attesissimo volume di Taxista.
Il tempo passa si annunciano le uscite del 2005.
Durante l'inverno del 2004 Gipi e Gabriella Giandelli lavorano ognuno nel suo studio a centinaia di chilometri di distanza. Rileggono a modo loro, aperto, sensibile, delicato e inquietante un quadro di quotidianità sorda e pericolosa. Parallelamente, poco prima di questo gennaio esplosivo, fioriscono, tavola dopo tavola, i racconti de 'Gli innocenti' e 'Interiorae'. Hanno sedimentato l'idea della collana e la loro personale visione della narrazione a dispense per oltre un anno. Adesso sono pronti.


Parigi, stesso inverno, suona il telefono ancora una volta. DRIIIN: è Broersma dall'Inghilterra. Gli piace l'idea, vuole meglio comprendere di cosa si tratti. E' un magma, non un progetto chiuso. Un laboratorio di idee. La condizio sine qua non è che si sperimenti ma finalizzando tutto al racconto. Siamo stufi di manierismi estetico-pittorici e annoiati dalla narrazione classica. Ci si intende subito. Un giorno più tardi giunge la copertina del primo albo di Broersma, si doveva chiamare Texas ma arriva con un titolo più bello ed evocativo: 'Insomnia'.

Frattanto Leila Marzocchi, nella sua casa parigina, lavora con Pinko Zeman alla stesura di un'opera fumista; omaggio disincantato alla narrazione a-storica e a-realistica. Si parla di una discesa negli inferi alla ricerca dei padri del fumetto. Bedo la mummia e il mito di Orfeo e Euridice. Stile graffiato, evocativo e notturno. Leila cerca febbrilmente delle anguille da disegnare nella prima copertina di Niger la sua rivista "particuliere" che vedrà la luce a ottobre.

Io frattanto sto bevendo un earl grey in compagnia di due vecchi amici: Jerry Kramsky e Lorenzo Mattotti. Siamo nello studio di quest'ultimo, circondati di pitture. Si parla di racconti, di una possibile finestra periodicamente aperta sul mondo di un autore, per potere scrutare la fucina in lavorazione. Conosco il lavoro di Lorenzo, fatto di ricerche sull'evocazione a più livelli. Disegni, pitture, fumetti, segni tout court. Ci si domanda, cosa possa aderire a quella idea. Poi Lorenzo ha una illuminazione. C'è una storia che ha cominciato anni fa e che vorrebbe riprendere e continuare. Questa storia è una ipotesi di narrazione. Procede per tappe visionarie. Condotte con rigore e quella libertà che Art Spiegelman definisce "il danzare con il disegno" che ha fatto grande Mattotti. Cerchiamo un titolo per la sua rivista, la notte sogno con lo stile di Mattotti. E di giorno, lo chiamo al telefono e gli dico: ho sognato con il tuo stile, forse ho un titolo. Ti piace Chimera? Lui lo soppesa, questo titolo. "Chimera" dice. "Sì, va bene". C'est parti.

Dall'Europa all'America passando per l'Africa e il Giappone ho parlato con autori e amici per coinvolgerli in questa avventura grafica, esistenziale, narrativa. Sono tanti i nomi degli autori che si aggiungeranno a quelli che abbiamo sin qui citato.
Questa redazione mobile e nomade porterà il frutto di un linguaggio meticcio, un esperanto grafico che speriamo maturi in nuovi interessanti capitoli di una narrazione che è oggi, a dispetto di quanto si crede, solo al principio. Riviste d'autore per una prima scrittura. Perché no? Opportunità per vedere in termini meno solenni il magma vitale da cui nascono i lavori, le opere. Non resta che rimboccarsi le maniche. Pensando alla grande libertà e fantasia del grande George Herriman, cui questa collana è, lo abbiamo già detto, idealmente dedicata.

Igort, Parigi, Gennaio 2005


BABEL vol. 2
David B.

BAOBAB vol. 1
Igort

BAOBAB vol. vol.2
Igort

BACI DALLA PROVINCIA vol. 1
Gipi

BACI DALLA PROVINCIA vol. 2
Gipi

INTERIORAE vol. 1
Gabriella Giandelli

CHIMERE
vol. 1
Lorenzo Mattotti

INSOMNIA vol.1
Matt Broersma

GANGES vol.1
Kevin Huizenga

RIFLESSI vol.1
Marco Corona

NIGER vol. 1
Leila Marzocchi

CALVARIO HILLS vol.1
Marti

THE END vol.1
Anders Nielsen